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Viale a luci rosse - Roma

Aprendo il quotidiano ieri mattina, sono rimasta palesemente allibita dinanzi una notizia riguardante Roma e la prostituzione.
Sicuramente vi starete dicendo "Ah, finalmente aboliranno la prostituzione! Più sanzioni".

Cari ragazzi, l'idea di fondo sicuramente era quella di controllare la prostituzione, se non di eliminarla del tutto, peccato che poi le idee si siano molto confuse all'interno della materia grigia di tantissimi politici al Campidoglio.

Ditemi voi se un gruppo di politici, figure di spicco che dovrebbero preoccuparsi della Salute dell'Italia, possa proporre in maniera così leggera un bellissimo e grande viale o quartiere a luci rosse, nel bel mezzo della capitale.
In questo modo tutte le 90 ragazze che si prostituiscono nei 18 grandi viali di Roma si ritroveranno tutte lì e potranno liberamente svolgere la loro professione senza i quotidiani controlli da parte delle forze dell'ordine. Così credono anche di essere in grado di controllare il racket.

Da bigotta spassionata e da cristiana praticante, non posso assolutamente ammettere certe iniziative. Dovremmo aiutare queste ragazze ad uscire dal giro della prostituzione, dobbiamo inserirle in un processo sociale e lavorativo protetto dove possano ritrovare se stesse. Invece di proporre viali a luci rosse dove la prostituzione andrà proliferando, dove rischiamo che minorenni si prostituiscano, perchè non si è proposto di aprire in quell'area nuovi centri di accoglienza per le donne che vogliono cambiare vita?

Purtroppo, spesso, crediamo che vendere la libertà sia il modo migliore di controllarla. Ma non è così. Non possono un sindaco e una giunta comunale essere in grado di controllare un fenomeno così a larga scala.

Aprite gli occhi.

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