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Recensione "Il piccolo amico" - Donna Tartt

 I romanzi di Donna Tartt sono per me come la copertina di Linus, li vorresti sempre addosso e sempre con te. Ti fanno star bene. E "Il piccolo amico", al di là di piccole pecche che vi segnalerò, non è stato assolutamente da meno. TRAMA: Mississippi. Anni Quaranta. Durante la festa della mamma il piccolo Robin Dufresnes viene trovato impiccato ad un albero del giardino e nessuno ha visto nulla. Nessuno sa chi sia stato e come sia potuto succedere. Omicidio o suicidio? Dodici anni dopo, sua sorella minore Harriet decide di intraprendere personali indagini per scoprire chi è stato l'assassino del suo "piccolo amico" e vendicarsi. Partiamo da alcune informazioni tecniche per chi non conoscesse Donna Tartt. E' un'autrice americana vincitrice del Premio Pulitzer nel 2014 con il suo terzo e ultimo romanzo "Il cardellino". "Il piccolo amico" è la sua seconda opera, pubblicata dieci anni dopo il suo esordio "Dio di illusioni". Ho l...

Letture di Luglio

Luglio è stato il mese delle soddisfazioni. Dopo un inizio anno particolarmente difficile per tutti, il picco della gioia è arrivato con la laurea specialistica il 23 Luglio e con le conseguenti meritate vacanze.  Quali sono state le mie letture sotto l'ombrellone? Solitamente si predilige leggere fantasy, thriller o libri leggeri che riescano ad intrattenere senza però presupporre un impegno mentale particolarmente elevato. Io ho rispettato questa regola solo in parte. A inizio mese, dopo il capolavoro di Grossman, ho divorato in pochissimi giorni l'ultimo volume della serie degli Attraversaspecchi ovvero "Echi in tempesta" di Christelle Dabos. Trattandosi dell'ultimo volume non posso ovviamente parlarvi della trama. Questo quarto e ultimo volume è stato particolarmente discusso perché ha soddisfatto poco gli amanti della serie che aspettavano un finale col botto. Il romanzo mi è piaciuto ma è evidente ci siano delle pecche legate soprattutto a caoticità, assenza...

Recensione "Che tu sia per me il coltello" - David Grossman

Alcuni libri arrivano al momento giusto, altri in quello sbagliato e molti altri vengono sottovalutati finché non abbiamo modo di leggerli. Ci sono dei libri, però, che definirei astorici o addirittura eterni, senza tempo. Libri che ti squarciano l'anima una volta e basta per ricordali per sempre, libri che ti costringono a guardarti dentro e a riflettere sulla tua vita. E' quello che Grossman con "Che tu sia per me il coltello" ha fatto con me. TRAMA: Gerusalemme. Yair vede una giovane donna ad una festa, chiusa nel suo silenzio e ne rimane colpito. Pur non conoscendola decide di scriverle delle lettere che daranno inizio ad un intenso e profondo scambio epistolare tra i due, in attesa della prima pioggia autunnale. E' il mio secondo approccio a questo autore dopo l'apprezzato ma molto lento "A un cerbiatto somiglia il mio amore", temevo infatti di ritrovare la stessa complessità e pesantezza perché, ammettiamolo, Grossman non è per tutti. Mai come ...

Letture di Giugno

Perennemente in ritardo con le recensioni e questo mese non è da meno.  Causa studio, ultimo esame, laurea imminente e mille altre avventure, a Giugno ho letto davvero poco rispetto al solito. La prima lettura del mese mi ha portato via molto tempo (più di 20 giorni) e parlo di "Ventimila leghe sotto i mari" di Jules Verne. TRAMA: Il Prof. Aronnax, il suo aiutante Conseil e il pescatore Ned Land sono imbarcati su una nave a caccia di un mastodontico mostro che infesta i mari e causa incidenti navali. In realtà i tre scopriranno, una volta scaraventati in mare, che quel mostro è un sottomarino come non ne avevano mai visti guidato da un misterioso Capitano, Nemo, che sembra volerli trascinare in un'esplorazione infinita dei mari del mondo. Dopo essermi appassionata a "Viaggio al centro della terra" lo scorso anno, mi aspettavo di sicuro qualcosa tipicamente alla Verne anche questa volta. Intendo quindi scienza, scoperte tecnologiche, fantascienza e viaggi mirabol...

Letture di Maggio

Maggio è stato un mese davvero parco di letture, sarà che lo studio mi ha presa particolarmente. Ho voluto tornare dopo mesi dal mio caro Roth col suo più celebre capolavoro: "Pastorale americana". TRAMA: Seymour Levov viene soprannominato al college "lo Svedese", osannato come campione sportivo. Un ragazzo perfetto ed impeccabile che costruisce allo stesso modo una vita perfetta; un lavoro nell'attività di famiglia, una bella moglie e una figlia, Merry. Ma sarà proprio Merry a scardinare quella ipocrita perfezione familiare nel pieno della guerra del Vietnam. Dopo aver amato "Il complotto contro l'America" speravo di ritrovare le stesse emozioni con il premio Pulitzer 1997. Durante tutta la lettura ero costantemente altalenante nel decretare il migliore, forse perché Roth è talmente magistrale come penna che decidere è quasi impossibile. Al di là delle mie paturnie da fan, direi che "Pastorale americana" è indubbiamente una pietra miliar...

Recensione "Il sentiero dei nidi di ragno" - Italo Calvino

Calvino è il primo amore che non si dimentica mai. Anzi, di più. Calvino è l'amore della vita. "Il sentiero dei nidi di ragno" ha battezzato il mio esame di maturità, svolsi questa traccia solo trainata da una profonda passione per questo gigante della letteratura italiana ma senza aver mai letto l'opera nello specifico. Dopo cinque anni è finalmente giunto il momento. TRAMA: Pin è un bambino orfano di dieci anni che si comporta come i grandi, li studia, ci scherza, li offende, li ammira. Pin vive durante la Seconda Guerra Mondiale con una sorella che fa la prostituta e che, tra i tanti, soddisfa anche i tedeschi. Pin è un bambino-adulto costretto a far i conti anche lui con una Guerra a cui non si può sfuggire. Quest'opera venne pubblicata per la prima volta nel 1947 da un Calvino ventiquattrenne. "Il sentiero dei nidi di ragno" è la sua opera prima e la differenza rispetto alle opere mature è molto evidente. Nel corso della sua vita l'autore h...

Letture di Aprile

Sarà la quarantena prolungata, ma il mese di Aprile mi sembrava non avesse fine. Le letture in questo mese sono state solo tre ma abbastanza intense. De "Il sentiero dei nidi di ragno" di Calvino vi parlerò in un post a parte. Il volume più corposo di questo mese è stato "Il giuoco delle perle di vetro" di Hermann Hesse. TRAMA: Josef Knecht è solo un bambino quando viene selezionato dal Magister musicae per intraprendere un percorso di studi in Castalia, scuole privilegiate per studenti eccellenti in cui il protagonista apprenderà la famosa arte del giuoco delle perle di vetro. Un volume mastodontico concepito durante gli anni bui del nazismo, prosecuzione molto più matura di "Siddhartha". Hesse immagina un mondo utopico in cui viene realizzata una scuola per studenti eccellenti chiamata Castalia, un nome parlante perché è l'incarnazione di una casta. Non solo gli studenti sono selezionati esclusivamente tra le eccellenze nelle scuole comuni, m...