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Letture di Giugno

Giugno coi suoi primi caldi. Giugno con i primi esami. Giugno e le sue letture intense. Dopo Steinbeck (di cui vi ho già fatto una recensione singola), ho affrontato un altro autore per me ancora vergine come Grossman con il suo "A un cerbiatto somiglia il mio amore". TRAMA: Ilan, Orah e Avram, sedicenni, si ritrovano convalescenti a causa di una brutta infezione nell'ospedale di Gerusalemme durante la Guerra dei Sei Giorni (5-10 Giugno 1967). Avram e Orah sembrano essere i più intimi, con l'ombra di Ilan alle spalle. Quando Ofer (cerbiatto in ebraico), figlio di Orah, partì in guerra anni dopo, la donna vittima di un brutto presentimento decise di intraprendere un viaggio in Galilea proprio con Avram, riscoprendo un sentimento ormai sopito. I libri non dovrebbero crear pregiudizi o scale gerarchiche sulla bravura o meno dei lettori. Ma in questo caso io personalmente mi sento in dovere di farlo. Grossman non è un autore per tutti, quindi chi sa già di non e...

"Uomini e topi" di John Steinbeck

"Un uomo diventa pazzo se non ha nessuno. Non importa chi è, da quanto è con lui. Te lo dico io," esclamò,"te lo dico io che a rimanere troppo soli si finisce con l'impazzire". Mai Steinbeck fu più profetico o moderno. TRAMA: California. George si è sempre preso cura di Lennie, gigante buono, dopo la morte di zia Clara. Attraversano molti ranch della California in cerca di lavoro con un sogno sempre in testa: guadagnare per acquistare un pezzetto di terra a Hill Country, un fazzoletto dove poter coltivar e allevare qualche animale. La garanzia di essere proprietari, liberi e felici. Ma i sogni, a volte, trascendono il reale. L'aridità e l'arsura trasudano da ogni pagina e non soltanto per la calura californiana. E' la secchezza dei rapporti umani a sorprendere nella lettura di "Uomini e topi".  L'incipit fa quasi ben sperare, ci illude di esser precipitati in un locus amoenus tutto americano, in un bosco ombroso e placido dove nu...

Letture di Maggio

Ho battuto il record questo mese! Sei letture nonostante lo studio e le lezioni. E tutte molto soddisfacenti. Del romanzo di Rossari "Nel cuore della notte" ho già fatto una recensione singola che vi consiglio di leggere soprattutto per dare una possibilità ad un libro che mi ha moltissimo sorpresa. Forse il grande capolavoro del mese è stato "Lezioni di letteratura" di Julio Cortàzar. Si tratta di otto lezioni che lo scrittore latino-americano tenne presso l'Università di Berkeley, California, nell'Autunno del 1980 sul racconto e la letteratura latino-americana. Non conoscevo per nulla l'autore e non ho mai avuto un buon rapporto con la letteratura di questa parte del globo, ma incuriosita comunque dalle nozioni che un grande autore avrebbe potuto darmi, ho deciso di leggere prima la parte teorica e poi, eventualmente, di recuperare sue opere. Direi che ormai è una certezza. Definire i suoi interventi come lezioni è fortemente riduttivo. Politica...

"Nel cuore della notte" di Marco Rossari

Spesso mi chiedo come si fa a comprendere se stiamo per leggere un capolavoro, un libro mediocre o uno scarto. La trama? La copertina? Limitano. Non sono sufficienti. E allora rischi e basta. "Nel cuore della notte" di Marco Rossari, è il caso di dirlo, non si deve giudicarlo affatto dalla copertina. TRAMA: In un non ben specificato paese dell'America del Sud, il giovane narratore e la sua fidanzata, Chiara, sono in viaggio post laurea su una corriera che li condurrà a veder l'alba su un vulcano. Un viaggio difficile, afoso, intenso nel cuore della notte. Ed è lì che il nostro protagonista conoscerà un uomo, il suo vicino, che sviscererà tutto il racconto della sua vita. E' una storia nella storia quella che racconta Marco Rossari. La storia di un viaggio e di un giovanile amore e quella di una vita e di un amore che cresce e si spegne in modo altalenante. Un romanzo che ho trovato molto forte, crudo, intenso. E' uno di quei racconti che non ti aspetteres...

Letture di Aprile

Un mese di poche letture, ma intense. Il numero ridotto di letture in passato mi ha sempre preoccupata, ormai mi rendo conto che lo studio porta via molto tempo e si deve puntare più sulla qualità che sulla quantità.  Il mese di Aprile è iniziato con un romanzo tutto italiano, vincitore del Premio Strega e Campiello nel 2008, ovvero "La solitudine dei numeri prima" di Paolo Giordano. TRAMA: Le vite di Alice e Mattia sono segnate nell'infanzia da due avvenimenti traumatici che condizioneranno il resto della loro vita. I due sono destinati ad incontrarsi, uniti eppure divisi nella loro solitudine proprio come quei numeri speciali che la matematica chiama "numeri primi". Avevo aspettative molto alte su questo romanzo, non solo perché vincitore di prestigiosi premi letterari italiani ma anche perché per anni è stato osannato dai lettori che concretamente hanno reso celebre l'opera prima di un fisico. "La solitudine dei numeri primi" ha i...

"La voce del silenzio/Una perla in mezzo al mare" di Marco Castiglioni

Quando mi propongono di leggere raccolte di aforismi e poesie per intero, sono sempre un po' restia. Nonostante la laurea in lettere, sono convinta che la poesia vada piluccata, come i chicchi d'uva per poterla gustare intensamente. Troppa stufa. Detto ciò, ho dato una possibilità alle due raccolte che leggete in alto perché l'autore, Marco Castiglioni, è un ragazzo molto giovane. Soli 20 anni. Ci sono stati poeti che davvero molto giovani hanno iniziato a comporre, pensiamo al più celebre Giacomo Leopardi o Mameli, padre del nostro inno. Ero curiosa. Lo stile un po' acerbo ancora si avverte, forse più nella raccolta di aforismi ma ho riscontrato anche molti richiami intertestuali che denotano maturità, conoscenza e capacità di attualizzare messaggi del passato. Dante e autori classici compaiono ad occhi attenti tra le righe del giovane Marco e non potrei assolutamente biasimarlo. L'imitatio (quella del Romanticismo) è il punto di partenza di tutti gli scrittori...

Letture di Marzo

Due classici in un mese, uno più bello dell'altro. Ecco le letture che mi hanno profondamente conquistata a Marzo. Il primo classico letto è stato un regalo di laurea ricevuto ad Ottobre che finalmente ha trovato il suo momento: "Il conformista" di Moravia. TRAMA: Marcello Clerici è un borghese agiato come ce n'erano molti nei primi decenni del '900, ma un evento traumatico della sua infanzia lo convincerà di esser diverso, alieno. La storia del protagonista è la storia di un tentativo forsennato di conformarsi alla massa, la storia di un viaggio di nozze a Parigi e di un delitto di Stato. Dopo aver letto "Gli indifferenti" che avevo molto apprezzato, non ho più ripreso Moravia. Ora mi domando perché. "Il conformista" risale al 1951 quindi è indubbiamente molto più maturo e questa maturità nello stile, nell'intreccio e nelle riflessioni è palese rispetto all'opera prima. Un capolavoro. Moravia è lucido anzi direi estremamente luc...