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Recensione "Ragazzo, uomo e Nemo" - Damiano Dario Ghiglino

 In Italia le polemiche sui diritti della comunità LGBTQ sono all'ordine del giorno e in questi ultimi giorni ancora si è tornato a parlarne. Con il DDL Zan si sta tentando di tutelare omosessuali, transessuali e non solo ma, ahimè, tra Pillon e amici vari, ancora preferiamo mantenere l'Italia ad uno stadio che definirei ancor più gretto del Medioevo che, come sappiamo, è stato ampiamente riabilitato.

Dopo questa premessa in cui do tutto il mio sostegno e appoggio a fare della comunità LGBTQ, vorrei parlarvi quindi del romanzo proprio a tema omosessualità "Ragazzo, uomo e Nemo" di un autore emergente, Damiano Dario Ghiglino.

TRAMA: Eric ripercorre da adulto il percorso di vita che lo ha portato a scrivere un romanzo con lo pseudonimo di Roberto S. Non un romanzo qualsiasi, ma la storia di Ragazzo, volutamente non ben menzionato e definito, nella sua fuga da una famiglia omofoba e nel suo peregrinare per l'Europa (e non solo) con una valigia in mano alla scoperta di sé e del mondo.

La storia raccontata nelle poche pagine di questo romanzo potremmo definirla universale perché tutti probabilmente ci siamo ritrovati in Ragazzo e in Eric; è inevitabile che chiunque abbia affrontato momenti di smarrimento, di buio, di perdizione ma soprattutto abbia insistentemente "viaggiato" tentando di definire il proprio IO. Chi sono? Chi siamo? Cosa vogliamo diventare? Quello che spinge Eric, il protagonista, ad andare via è ovviamente la piaga già menzionata dell'omofobia, ancor più truce quando si consuma nella tua famiglia che da nido si trasforma in prigione. Non sei accettato e fuggi via. Ho apprezzato molto la complessità del romanzo che intreccia la storia di Eric e delle persone che incontra nel suo peregrinare, una storia raccontata a ritroso mediante un lunghissimo flashback, quasi come Odisseo sull'Isola dei Feaci. Ad essa si intreccia questa vicenda, a mio parere, metaforica ma speculare di quella di Eric di un non noto Ragazzo. Chi è? Ragazzo rappresenta noi e chiunque si sente come lui. L'idea di non nominarlo è interessante perché permette più facilmente di immedesimarsi in lui e, purtroppo, eventualmente anche riconoscersi se colpiti da omofobia. Proprio la complessità del romanzo rendono la lettura, almeno nella parte iniziale, intricata e a tratti poco comprensibile. Serve attenzione per leggere un romanzo in alcuni punti ermetico che tratta di una tematica davvero delicata. 

Consigliato.



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